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Il lato (non troppo) nascosto di Firenze

Ci sono città da scoprire con lentezza, da “sfogliare in tranquillità come se fossero un libro illustrato” e Firenze è una di queste.  Questa definizione così romantica non è farina del mio sacco….lo scriveva Andersen….ma esprime a pieno quello che voglio trasmettervi.

Se la si visita per la prima volta e in pochi giorni è ovvio che sia d’obbligo fermarsi in Santa Maria Novella, vedere il campanile di Giotto, il Palazzo Pitti, gli Uffizi, il Ponte Vecchio e fare una passeggiata nel Giardino di Boboli, monumenti che forse già conoscete e che magari avete già visitato. Non credo sia necessario soffermarsi per una descrizione, Firenze è conosciuta in tutto il mondo tanto che è affollata di turisti durante tutto l’anno. Tuttavia essa ci regala la sorpresa più grande che un viaggiatore possa ricevere e cioè quella di poter tornare in questa città per la seconda o terza volta e scoprire che ci sono ancora cose nuove da vedere e da conoscere.

Basta non farsi sopraffare dall’ovvio, e avventurarsi nelle zone meno congestionate dal turismo, per ritrovare ad esempio quegli artigiani che facevano il vanto e la ricchezza di Firenze ai tempi di Dante.

Passeggiare nelle strette e antiche vie fiorentine, curiosare nelle piccole botteghe, dove hanno lavorato generazioni di artigiani della stessa famiglia, è un’esperienza veramente unica.

Poche città di questa stessa grandezza possono vantare la caratteristica di offrire così tanti articoli di alta qualità.

La più famosa delle lavorazioni artigianali fiorentine si identifica nel quartiere di Santa Croce già dal 1200, grazie alla vicinanza con il fiume Arno dove originariamente venivano lavate le pelli, ed è la lavorazione del cuoio. Nel 1950 nel convento di Santa Croce venne fondata la Scuola del Cuoio che ancora oggi è attiva e si può visitare.

Ci sono poi le botteghe degli orafi sul Ponte Vecchio che disegnano e producono gioielli mai uguali. Ci sono i profumi unici dell’Officina del profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella in via della Scala che è attiva dal 1612 grazie ai frati domenicani che l’aprirono al pubblico.

Appena Oltrarno troviamo il quartiere di Santo Spirito molto simile alla rive gauche parigina che è pieno zeppo di artigiani. C’è chi lavora la carta e chi il metallo, chi restaura mobili, chi fa cornici, chi forme per cappelli, chi parrucche, chi lavora il cuoio e chi il bronzo.

I percorsi da poter fare sono infiniti e sono proprio le città come Firenze che hanno  bisogno di itinerari tematici da poter scegliere, di luoghi da poter selezionare in base ai nostri interessi. Non si può girare con la testa per aria e con una cartina in mano senza sapere di preciso dove andare…in mezzo alla bellezza possiamo rischiare di perderci!